Le 16 regole dell’Esperanto
Poche… chiare. Ecco le principali regole della nostra Lingua Internazionale.
Regola 01
L’articolo indefinito non esiste. Il solo articolo che viene utilizzato è LA che resta invariato per tutti i sessi, casi e numeri.
Regola 02
Tutti i sostantivi hanno la desinenza -O. Per la formazione del plurale si aggiunge la desinenza -J.
L’accusativo italiano si ottiene aggiungendo la desinenza -N al nominativo.
Gli altri casi si esprimono con le preposizioni: DE per il genitivo, AL per il dativo, PER o altre preposizioni – secondo il senso della frase – per l’ablativo.
Regola 03
L’aggettivo prende la desinenza -A.
Per il comparativo si utilizza PLI seguita dalla congiunzione OL, per il superlativo PLEJ.
Regola 04
I numerali sono : unu, du, tri, kvar, kvin, ses, sep, ok, naŭ, dek, cent, mil.
Decine e centinaia si formano con la semplice unione dei numerali (dudek = venti, dekdu = dodici).
I moltiplicativi sono caratterizzati dal suffisso -OBL, i frazionari da -ON, i collettivi da -OP, mentre per i distributivi si usa la parola PO.
Regola 05
I pronomi personali sono : mi, vi li, ŝi, ĝi, si, ni, vi, ili, oni (io, tu, lui, lei, esso-animale, riflessivo, noi, voi, essi, si (usato nelle forme verbali come ad es. ‘si legge’, dove non è specificato il soggetto.
Per i pronomi possessivi si aggiunge la desinenza -A eventualmente seguita da quella del plurale -J.
Regola 06
Il verbo non subisce variazioni in base alla persona o al numero. Vi sono le seguenti forme verbali : presente (-AS), passato (-IS), futuro (-OS), condizionale (-US), imperativo (-U), infinito (-I).
Il participio : attivo presente (-ANT), attivo passato (-INT), attivo futuro (ONT), passivo presente (-AT), passivo passato (-IT), passivo futuro (-OT). Le forme del passivo si costituiscono con l’ausiliare ESTI (essere) e la preposizione DE, quando richiesta.
Regola 07
Tutti gli avverbi hanno la desinenza -E.
Regola 08
Tutte le preposizioni richiedono il nominativo.
Regola 09
Tutte le parole si leggono così come si scrivono.
Regola 10
L’accento cade sempre sulla penultima sillaba.
Regola 11
Le parole composte si formano con la semplice unione delle parole (la principale si mette alla fine).
Le desinenze grammaticali possono diventare anche parole a sé stanti.
Regola 12
Davanti a qualsiasi parola negativa, la parola NE non deve essere indicata.
Regola 13
Per indicare la direzione, le parole prendono la desinenza dell’accusativo (-N).
Regola 14
Dal momento che ogni preposizione ha un proprio significato costante, quando il senso della frase non permette di sceglierne una adeguata, si usa JE, che non ha un significato a sé stante.
Regola 15
Le “parole straniere” (che molte lingue hanno preso dalla stessa fonte) sono usate senza cambiamento. Quando invece ci si trova in presenza di diverse parole che provengono dalla stessa radice, sarebbe meglio usare la parola fondamentale senza cambiamenti, e formare le altre secondo le regole dell’Esperanto.
Regola 16
La vocale finale del sostantivo e dell’articolo, può essere sostituita dall’apostrofo.
