La gioia perfetta

La gioia perfetta

La gioia perfetta

Questa poesia di Diego Valeri ricorda a tutti che la felicità risiede nelle piccole cose; a volta basta un sorriso di un amico, un nuovo progetto, o semplicemente un raggio di sole.

La gioia perfetta

Com’è triste il giorno di maggio

dentro al vicolo povero e solo!

Di tanto sole neppure un raggio;

con tante rondini, neanche un volo.

Pure c’era in quello squallore,

in quell’uggia greve e amara,

un profumo di cielo in fiore,

un barlume di gioia chiara.

C’era in alto una voce di mamma,

così calma, così pura!

che cantava la ninna nanna

alla propria creatura.

C’era… c’erano tante rose

affacciate ad una finestra,

che ridevano come spose

preparate per la festa.

C’era seduto sui gradini

d’una casa di pezzenti,

un bambino piccino, piccino,

dai grandi occhi risplendenti.

E poi dopo non c’era più nulla…

Ma, di maggio, alla via poveretta

basta un bimbo, un fiore, una culla

per formare una gioia perfetta.

La perfekta ĝojo

Kiel tristis la tago maja

en la strateto malriĉa kaj sola!

El tiom da suno, neniu radio;

kun tiom da hirundoj, nenia flugo.

Tamen estis en tiu kvieto,

en tiu peza kaj amara enuo,

parfumo de floranta ĉielo,

ekbrilo de klara ĝojo.

Estis supre voĉo de patrino,

tiel kvieta, tiel pura!

kiu kantis lulkanton

al sia eta infano.

Estis… estis tiom da rozoj

elrigardantaj el la fenestro,

kiuj ridis kiel fianĉinoj

kiuj atendis feston.

Sidis, sur ŝtupoj

de domo de mizerulo,

infaneto, nur eta homo,

kun grandaj brilantaj okuloj.

Kaj poste estis nenio plu…

Sed, maje, al la mizereta vojo

sufiĉas infano, floro, lulilo

por fari perfektan ĝojon.


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